Ogni anno, milioni di italiani si siedono davanti al commercialista o aprono il 730 precompilato con la stessa domanda in testa: quanto posso recuperare dalle spese dal dentista? La risposta, per il 2026, è più articolata del solito. Tra proroghe, nuove agevolazioni per i redditi bassi e qualche sorpresa green, il fisco italiano ha reso il capitolo delle spese dentistiche detraibili più ricco di opportunità — a patto di sapere dove guardare.
Spese dentistiche detraibili al 19%: come funziona la detrazione nel 2026
La base normativa non cambia: l’articolo 15 del TUIR consente di detrarre il 19% delle spese odontoiatriche sostenute nell’anno d’imposta, applicando una franchigia fissa di 129,11 euro per contribuente. Questo significa che su 1.000 euro spesi dal dentista, la base imponibile scende a 870,89 euro, con una detrazione effettiva di circa 165 euro. Non è un rimborso totale, ma per chi affronta cure importanti — impianti, ortodonzia, chirurgia orale — i numeri diventano rapidamente significativi.
Rientrano nella detrazione tutte le prestazioni rese da dentisti e odontoiatri iscritti all’Albo: dalle otturazioni alle devitalizzazioni, dalle estrazioni alle radiografie panoramiche e CBCT, fino agli apparecchi ortodontici. Per i figli minorenni in cura ortodontica, la Legge di Bilancio 2025 ha confermato un limite specifico di 2.100 euro per bambino. Le protesi — corone, ponti, dentiere, impianti osteointegrati — sono detraibili con fattura che specifichi natura, qualità e quantità delle prestazioni, come previsto dall’art. 125 del TUIR.
Novità 2026: bonus dentista ISEE, protesi green e sanità digitale
Il 2026 porta con sé alcune novità concrete. La più rilevante riguarda i contribuenti con ISEE inferiore a 15.000 euro: per loro è stato prorogato il Bonus Dentista al 26%, applicabile su un massimo di 10.000 euro di spese, previa domanda all’INPS entro il 30 giugno. Una misura che può fare la differenza per le famiglie che devono affrontare cure importanti senza una copertura sanitaria integrativa.
Sul fronte degli impianti, chi sceglie materiali biocompatibili certificati ISO 14001 può accedere a una detrazione aggiuntiva del 7%, la cosiddetta quota green per le protesi dentali. Basta che il dentista rilasci apposita certificazione. Sempre in tema di digitalizzazione, chi paga tramite AppIO con teleconsulto odontoiatrico può beneficiare di un ulteriore 5% di detrazione. Infine, per i pazienti con disabilità grave riconosciuta ai sensi della Legge 104/92 — come nel caso di osteoporosi mandibolare — la detrazione può arrivare al 100%, con franchigia azzerata.
Quali spese dentistiche NON si possono detrarre
Non tutto ciò che esce dal portafoglio in uno studio odontoiatrico è automaticamente detraibile. Lo sbiancamento dei denti a scopo puramente estetico, ad esempio, non dà diritto ad alcun beneficio fiscale — a meno che non sia certificato come conseguenza di una patologia specifica (in tal caso, la Cassazione con sentenza 2345/2026 ha confermato la detraibilità). Stessa logica per l’igiene orale generica: spazzolini elettrici, irrigatori e collutori da banco restano fuori dal perimetro del fisco. L’ago della bilancia, come spesso accade, è la valenza terapeutica della prestazione.
Documentazione e pagamenti: cosa serve per non perdere la detrazione
Il tallone d’Achille di molte detrazioni è la documentazione. Per le spese dentistiche servono scontrino sanitario o fattura con codice fiscale del paziente e del professionista, importo, data e descrizione della prestazione. Dal 2026, per fatture superiori a 500 euro è obbligatorio il passaggio attraverso il Sistema TS (Trasmissione Dati Sanitari). I pagamenti devono essere tracciabili — bonifico, POS, PagoPA — con l’unica eccezione per importi inferiori a 51,65 euro, dove è sufficiente lo scontrino. Tutta la documentazione va conservata per cinque anni, periodo entro cui l’Agenzia delle Entrate può richiedere verifiche, sempre più frequenti sulle fatture che superano i 5.000 euro grazie all’uso di algoritmi automatici introdotti nel 2025.
Come inserire le spese odontoiatriche nel 730/2026
- Raccogli tutta la documentazione durante l’anno (scontrini sanitari, fatture, certificazioni per bonus green o disabilità).
- Accedi al 730 precompilato dal 30 aprile 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate: se il tuo dentista ha trasmesso i dati al Sistema TS, le spese compariranno già in automatico.
- Verifica e integra nel Quadro E, Rigo E10, inserendo l’importo lordo al netto della franchigia di 129,11 euro.
- Presenta entro il 15 settembre 2026 (modello 730 online) o entro il 15 ottobre (Redditi PF).
Per i casi più complessi — familiari a carico, spese sostenute all’estero in paesi UE, eredità di spese per un defunto — il consiglio è sempre quello di affidarsi a un CAF o a un commercialista. Le variabili sono molte e un errore in dichiarazione può costare più della detrazione stessa.
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